martedì 10 novembre 2015

RECENSIONE: Mille Splendidi Soli

Oggi vi recensirò "Mille splendidi soli" di Khaled Hosseini. L'autore ha deciso di dedicare questo libro non solo ad Haris e Farah, le quali definisce "luce dei miei occhi", ma a tutte le donne dell'Afghanistan. Lo stesso farò io: dedicherò le mie parole a tutte le Donne.
Al mondo vi sono molte donne e ognuno di loro ha un vissuto differente. Il mondo delle donne è bello perché è vario; ogni donna è un libro da scoprire e comprendere, seppure, a volte, complicato. Vi sono le donne vanitose, le quali credono ed elogiano se stesse; vi sono le donne con poca autostima che lottano ogni giorno per apprezzare se stesse, e poi vi sono le donne che non hanno più la forza di sentirsi come tali. Dimenticano quanto sia bello essere donne e quanto importante sia lottare ogni giorno. La causa di questo cedimento può essere il risultato di discriminazioni, maltrattamenti, violenze, sia fisiche che psicologiche. 
"Mille splendidi soli" parla di due differenti donne: Mariam, la quale nella vita ha conosciuto solo dolori e sofferenze; Laila, la quale non ha mai rinunciato alla propria rinascita da ingenua ragazzina a donna autonoma e felice. 
Lo scenario del racconto non è quello tranquillo di un paesaggio o quello globalizzato di una metropoli, bensì quello della guerra, della morte, delle atrocità, come l'Afghanistan negli anni più terribili della sua storia. 
Il racconto comincia con un dialogo tra Mariam e la madre, Nana. Sin da subito si scorge la sconfitta nei toni della madre che non fa altro che trasmettere paura e disillusioni a Mariam. A riguardo, la frase che più mi ha trasmesso brividi è stata quella di Nana rivolta alla figlia quando quest'ultima le disse che voleva studiare:
"E' il nostro destino, Mariam. Di donne come noi. Noi sopportiamo. Non abbiamo altro. Capisci? E poi a scuola rideranno di te...".
Il racconto continua con una serie di eventi, tra cui la fuga di Mariam per raggiungere il padre che apparentemente si vergogna di lei, in quanto è una figlia nata fuori dal matrimonio e il ritrovamente del corpo della madre che penzolava da un albero al suo rientro. Eventi che segneranno per sempre la vita di Mariam, la quale, rimasta sola, si troverà a sposare un uomo di oltre trentacinque anni di differenza. 
Entrerà a far parte della storia la dolce Laila. Nel libro scopriremo la sua voglia di istruirsi, di portare orgoglio ai suoi genitori, i quali moriranno prematuramente a causa di un'esplosione nella loro abitazione, e la sua tenera, ma frastornata storia d'amore con Tariq.
Affronteremo due storie differenti, ma vicine. Una all'insegna dell'annullamento di se stessa e delle quotidiane violenze da parte del marito; l'altra di una vita spezzata e costretta a cedersi al matrimonio con un uomo per il quale non prova nulla, ma che, alla fine, riuscirà ad uscirne grazie al coraggio. 
Storie d'amore ed odio, di frustrazione e speranza.
Storie che non potranno che coinvolgervi e arricchirvi.
Storie che vi cambieranno per sempre e vi faranno crescere.
Nei tre giorni in cui ho letto questo libro fremeva in me la voglia di entrare in quelle meravigliose case, rese tali dalla presenza di Mariam e Laila; vivere le avventure di Laila con Tariq o con i propri genitori. Ho provato la sofferenza di Mariam e il dolore di Laila. Ho vissuto i loro brividi e le loro paure. Sono stati tre giorni intensi, con la voglia di entrare nelle loro vite e COMPRENDERE. Tutti dovremmo conoscere e capire queste realtà. 
Grande ammirazione!
"Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri"

lunedì 2 novembre 2015

In memoria di Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini nasce a Bologna il 5 Marzo del 1922. Pasolini era un artista dalle mille capacità: era cineasta, scrittore, traduttore, romanziere, saggista e linguista. Eppure Pasolini ha avuto una vita difficile. E' stato vittima di discriminazioni e centro di polemiche da sempre; sapete perché?
Pasolini fu un attento osservatore della società; sapeva coglierne i problemi e, come se non bastasse, riuscì a scoprirne aspetti che in futuro si manifestarono. 
Pasolini fu un uomo che da sempre portò avanti i suoi giudizi contro molti schemi imposti nella società dei suoi tempi, nonostante i numerosi dibattiti e le continue polemiche.
Pasolini era un uomo che ebbe il coraggio di mostrare la sua omosessualità.
Pasolini, quaranta anni fa, per questi motivi veniva incolpato senza colpe e il 2 Novembre del 1975 fu assassinato. 

"La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi."
Scontato, ma corretto dire che in un "sistema", se così si può definire, come il nostro, Pasolini non è stato mai compreso. Fa rabbia, tanta rabbia! Discriminato, condannato e infine assassinato solo per il coraggio di esprimere la propria persona.
Troppo elevato per una società fondata sulla corruzione, l'ignoranza e la moda. Sì, la moda che genera masse di pecoroni tutti uguali.
Massimo rispetto per questo grande Uomo, ucciso milioni di volte, ma che continua a vivere nel ricordo di molte persone.
Chiedo personalmente scusa per questa società.

"Contro tutto questo voi non dovete fare altro che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili. Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare, a bestemmiare."



mercoledì 28 ottobre 2015

RECENSIONE: Il Piccolo Principe

Vi racconto la mia storia con il libro "Il piccolo principe" di Antoine De Saint-Exupéry.
Questo libro mi è stato regalato al mio dodicesimo compleanno e inizialmente non lo apprezzai. Leggevo e rileggevo le frasi e pensavo fosse una stupida storiella per bambini e tra l'altro non ci trovavo nulla di simpatico. Inutile dirvi, che non ero abbastanza matura da comprenderlo, tanto che non lo conclusi. Mi ripromisi di leggerlo una volta matura e così, ben sette anni dopo, l'altro giorno coraggiosamente presi questo libro e cominciai a viverlo. Un'ora e mezza, un'ora e mezza per entrare dentro un favoloso mondo. 
Parla di un uomo che ebbe un incidente in aeroplano nel deserto del Sahara, solo e senza aiuti, costretto a passare giornate e notti nella solitudine, nella speranza di riparare il suo aeroplano, fin quando una mattina fu svegliato da una vocina che chiese lui: "Mi disegni, per favore, una pecora?".
A chiederglielo fu un bambino dai capelli biondi e dall'aspetto tranquillo e sorridente. Questo bambino cambierà per sempre la vita dell'uomo.
Partiamo dal presupposto che, per il protagonista, il mondo dei grandi è diviso dal mondo dei bambini. Inizialmente nel libro, c'è un preface in cui una frase mi ha colpita particolarmente:
"Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi di essi se ne ricordano". 
A mio parere, questa è una delle verità più dolci e angoscianti. Ogni uomo deve avere il coraggio di concedersi ai ricordi d'infanzia, alla spontaneità di un momento e allo stupore di fronte ad una cosa nuova. 
Comunque, scorrendo le pagine si nota subito questa sintonia tra l'uomo e il piccolo principe tra vari disegni di una pecora e i racconti di una rosa. Il piccolo principe aveva una rosa che, da tempo, accudiva e di cui se ne prendeva cura. La storia della rosa è un esempio per tutti noi. Un giorno il piccolo principe, incontrando e facendo amicizia con una volpe, le rilevò che per tutta la vita fosse stato convinto che esistesse una sola rosa: la sua. Mentre, girando per la Terra, in un giardino incontrò centinaia di rose, perciò chiese alla volpe cosa avesse di così speciale la sua rosa tanto da prendersene cura da sempre. La risposta della volpe è una delle citazioni più belle del libro:
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante."
Inoltre, fantastico sarà il viaggio del piccolo principe in giro per i vari pianeti, in cui incontrerà gli unici abitanti. Nel primo pianeta ci sarà un Re, nel secondo un vanitoso, nel terzo un ubriacone, nel quarto un uomo d'affari, nel quinto un lampionaio e nel sesto un geografo. Ogni incontrò imparerà a ciascuno di voi una lezione di vita, per questo non vi svelerò nulla. 
Che dire?! Un libro che è riuscito a farmi sentire me stessa: una donna che ha bisogno di tornare bambina. Un po' come tutti, solo che in molti non hanno il coraggio di ammetterlo. Un capolavoro che è riuscito a farmi vivere emozioni che avevo dimenticato. Infine, mi sento in dovere di dare un consiglio a tutti voi: stupitevi, sorridete, concedetevi spontaneamente al vostro spirito libero, sepolto da responsabilità, ansie e impegni. Conciliate le cose e sarete le persone più felici del mondo. 
Godetevi il libro e il film che uscirà nei cinema italiani a Gennaio. Grazie per l'ascolto.
"Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi."

venerdì 23 ottobre 2015

DISCRIMINAZIONE

La discriminazione consiste in un trattamento non paritario nei confronti di un individuo o di un gruppo, appartenente ad una differente categoria rispetto a quella del discriminatore.
La discriminazione ha origini molto antiche nella storia dell'umanità e ha portato da sempre problemi sia per il singolo individuo, vittima di discriminazione, che per l'intera collettività. Problemi tutt'oggi esistenti, nonostante siano passiti anni e la società si sia evoluta sotto molti aspetti, ma- mi permetto di aggiungere- pecca sull'aspetto umano. 
Le caratteristiche principali necessarie per definire un atteggiamento discriminatorio sono due:
  • un modo diverso di trattare persone o gruppi, appartenenti a diverse categorie;
  • un'assenza di giustificazione, riguardo questi trattamenti.
Sono una cittadina italiana e come tale faccio parte dell'Unione Europea. Io, cittadina italiana, nonostante sia tutelata dalla "Carta dei diritti dell'Unione Europea", vedo e sento vittime di atteggiamenti discriminatori. Vedo la gente discriminare, discriminare e ancora discriminare; che sia per il sesso, per il colore della pelle o per l'ideologia di pensiero. Vedo gente educata a non sporcare che non dà peso alle parole con le quali comunica agli altri; vedo gente in chiesa che educa al proprio figlio di non masticare, che una volta uscita dalla messa, caccia il barbone sotto il portone perché di colore; vedo insegnanti che educano i propri alunni ad alzarsi qualora dovessero entrare in classe e, una volta usciti dalla classe, non degnano i propri alunni di un saluto; vedo il genitore che dà uno schiaffo al figlio per una parolaccia, ma giustifica quest'ultimo quando fa il bullo con un compagno per il diverso colore della pelle o per il diverso orientamento sessuale; vedo gente che predica il BENE, senza averlo mai conosciuto. Io sono stanca! Sono stanca di vedere gente emarginata in una società globale come la nostra! Sono stanca di vedere la tristezza negli occhi delle persone non comprese! Sono stanca di dover giustificare l'italiano che picchia l'immigrato! Sono stanca...
Bisogna educare principalmente ad essere UMANI. 

domenica 4 ottobre 2015

Nessuno

Scrivo, scrivo, scrivo... ormai, mi rimane solo questo. Milioni di parole riescono a salvarmi da tutto questo disorientamento. E' un mix di disordine e precarietà: tutto ciò che ho sempre temuto. Un bivio che si divide tra il "non lo so" e "aiuto".
 Vi hanno mai rubato un sogno? 
Avevate mai avuto un'ambizione e qualcosa si è messo in mezzo e vi ha impedito di continuare? 
Io mi sento come se mi avessero strappato la mia più grande ambizione. Adesso che non so dove andare, ho paura a crederci ancora. 
Continuare a lottare per la mia ambizione o mollare tutto e cambiare strada? 




Una lacrima.


Cosa posso fare?

Mal di testa. 

sabato 3 ottobre 2015

Buonanotte

Buonanotte a chi già è cullato dal sonno;
a chi vorrebbe dormire, ma non può;
a chi vorrebbe rimanere sveglio, ma è avvolto dal sonno;
a chi è felice e porta a letto con sé sorrisi e gioia;
a chi ha passato una serata negativa e porta a letto con sé ansie e preoccupazioni. 
Nonostante tutto, auguro a tutti la forza di concedersi ad un nuovo sonno, con la speranza e l'ottimismo di affrontare una nuova giornata. Auguro a tutti di cogliere la giornata che arriverà come una nuova opportunità. Auguro a tutti di VIVERE ogni giorno. Buonanotte! 

venerdì 2 ottobre 2015

Vecchiaia o vissuto?

Rughe... perché avete tanta paura delle rughe? Perché le vedete come difetti e non come segni di una vita vissuta?
Vedo, spesso, nel volto ritoccato tanta insicurezza. Ma voi, voi avete mai osservato il volto pieno di segni di un uomo che racconta, fiero, la sua vita? Quell'uomo non ha vergogna né timore di sbagliare ancora. Quell'uomo, quelle rughe, le ha meritate tutte!
Infine, vorrei dedicare il mio augurio a tutti i nonni del mondo;
A tutti coloro che non hanno potuto conoscere i propri nipoti, ma conosciuti dai nipoti, vivendoli tra una foto o una lettera;
A tutti coloro che hanno conosciuto i propri nipoti, ingiustamente per pochi giorni, mesi o anni. Qualcosa di giusto però c'è: il ricordo di quei momenti, seppur brevi, insieme, per sempre nei cuori dei nipoti;
A tutti coloro che sono stati presenti, per gran parte, nella vita dei nipoti, tra un mix d'amore e severità, diventando il loro pane quotidiano. 
La differenza tra i nonni e le altre persone? 
Quest'ultime puoi viverle ogni giorno, ma non trasmetteranno mai ciò che trasmettono i nonni in un solo, intenso, minuto.