mercoledì 28 ottobre 2015

RECENSIONE: Il Piccolo Principe

Vi racconto la mia storia con il libro "Il piccolo principe" di Antoine De Saint-Exupéry.
Questo libro mi è stato regalato al mio dodicesimo compleanno e inizialmente non lo apprezzai. Leggevo e rileggevo le frasi e pensavo fosse una stupida storiella per bambini e tra l'altro non ci trovavo nulla di simpatico. Inutile dirvi, che non ero abbastanza matura da comprenderlo, tanto che non lo conclusi. Mi ripromisi di leggerlo una volta matura e così, ben sette anni dopo, l'altro giorno coraggiosamente presi questo libro e cominciai a viverlo. Un'ora e mezza, un'ora e mezza per entrare dentro un favoloso mondo. 
Parla di un uomo che ebbe un incidente in aeroplano nel deserto del Sahara, solo e senza aiuti, costretto a passare giornate e notti nella solitudine, nella speranza di riparare il suo aeroplano, fin quando una mattina fu svegliato da una vocina che chiese lui: "Mi disegni, per favore, una pecora?".
A chiederglielo fu un bambino dai capelli biondi e dall'aspetto tranquillo e sorridente. Questo bambino cambierà per sempre la vita dell'uomo.
Partiamo dal presupposto che, per il protagonista, il mondo dei grandi è diviso dal mondo dei bambini. Inizialmente nel libro, c'è un preface in cui una frase mi ha colpita particolarmente:
"Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi di essi se ne ricordano". 
A mio parere, questa è una delle verità più dolci e angoscianti. Ogni uomo deve avere il coraggio di concedersi ai ricordi d'infanzia, alla spontaneità di un momento e allo stupore di fronte ad una cosa nuova. 
Comunque, scorrendo le pagine si nota subito questa sintonia tra l'uomo e il piccolo principe tra vari disegni di una pecora e i racconti di una rosa. Il piccolo principe aveva una rosa che, da tempo, accudiva e di cui se ne prendeva cura. La storia della rosa è un esempio per tutti noi. Un giorno il piccolo principe, incontrando e facendo amicizia con una volpe, le rilevò che per tutta la vita fosse stato convinto che esistesse una sola rosa: la sua. Mentre, girando per la Terra, in un giardino incontrò centinaia di rose, perciò chiese alla volpe cosa avesse di così speciale la sua rosa tanto da prendersene cura da sempre. La risposta della volpe è una delle citazioni più belle del libro:
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante."
Inoltre, fantastico sarà il viaggio del piccolo principe in giro per i vari pianeti, in cui incontrerà gli unici abitanti. Nel primo pianeta ci sarà un Re, nel secondo un vanitoso, nel terzo un ubriacone, nel quarto un uomo d'affari, nel quinto un lampionaio e nel sesto un geografo. Ogni incontrò imparerà a ciascuno di voi una lezione di vita, per questo non vi svelerò nulla. 
Che dire?! Un libro che è riuscito a farmi sentire me stessa: una donna che ha bisogno di tornare bambina. Un po' come tutti, solo che in molti non hanno il coraggio di ammetterlo. Un capolavoro che è riuscito a farmi vivere emozioni che avevo dimenticato. Infine, mi sento in dovere di dare un consiglio a tutti voi: stupitevi, sorridete, concedetevi spontaneamente al vostro spirito libero, sepolto da responsabilità, ansie e impegni. Conciliate le cose e sarete le persone più felici del mondo. 
Godetevi il libro e il film che uscirà nei cinema italiani a Gennaio. Grazie per l'ascolto.
"Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi."

venerdì 23 ottobre 2015

DISCRIMINAZIONE

La discriminazione consiste in un trattamento non paritario nei confronti di un individuo o di un gruppo, appartenente ad una differente categoria rispetto a quella del discriminatore.
La discriminazione ha origini molto antiche nella storia dell'umanità e ha portato da sempre problemi sia per il singolo individuo, vittima di discriminazione, che per l'intera collettività. Problemi tutt'oggi esistenti, nonostante siano passiti anni e la società si sia evoluta sotto molti aspetti, ma- mi permetto di aggiungere- pecca sull'aspetto umano. 
Le caratteristiche principali necessarie per definire un atteggiamento discriminatorio sono due:
  • un modo diverso di trattare persone o gruppi, appartenenti a diverse categorie;
  • un'assenza di giustificazione, riguardo questi trattamenti.
Sono una cittadina italiana e come tale faccio parte dell'Unione Europea. Io, cittadina italiana, nonostante sia tutelata dalla "Carta dei diritti dell'Unione Europea", vedo e sento vittime di atteggiamenti discriminatori. Vedo la gente discriminare, discriminare e ancora discriminare; che sia per il sesso, per il colore della pelle o per l'ideologia di pensiero. Vedo gente educata a non sporcare che non dà peso alle parole con le quali comunica agli altri; vedo gente in chiesa che educa al proprio figlio di non masticare, che una volta uscita dalla messa, caccia il barbone sotto il portone perché di colore; vedo insegnanti che educano i propri alunni ad alzarsi qualora dovessero entrare in classe e, una volta usciti dalla classe, non degnano i propri alunni di un saluto; vedo il genitore che dà uno schiaffo al figlio per una parolaccia, ma giustifica quest'ultimo quando fa il bullo con un compagno per il diverso colore della pelle o per il diverso orientamento sessuale; vedo gente che predica il BENE, senza averlo mai conosciuto. Io sono stanca! Sono stanca di vedere gente emarginata in una società globale come la nostra! Sono stanca di vedere la tristezza negli occhi delle persone non comprese! Sono stanca di dover giustificare l'italiano che picchia l'immigrato! Sono stanca...
Bisogna educare principalmente ad essere UMANI. 

domenica 4 ottobre 2015

Nessuno

Scrivo, scrivo, scrivo... ormai, mi rimane solo questo. Milioni di parole riescono a salvarmi da tutto questo disorientamento. E' un mix di disordine e precarietà: tutto ciò che ho sempre temuto. Un bivio che si divide tra il "non lo so" e "aiuto".
 Vi hanno mai rubato un sogno? 
Avevate mai avuto un'ambizione e qualcosa si è messo in mezzo e vi ha impedito di continuare? 
Io mi sento come se mi avessero strappato la mia più grande ambizione. Adesso che non so dove andare, ho paura a crederci ancora. 
Continuare a lottare per la mia ambizione o mollare tutto e cambiare strada? 




Una lacrima.


Cosa posso fare?

Mal di testa. 

sabato 3 ottobre 2015

Buonanotte

Buonanotte a chi già è cullato dal sonno;
a chi vorrebbe dormire, ma non può;
a chi vorrebbe rimanere sveglio, ma è avvolto dal sonno;
a chi è felice e porta a letto con sé sorrisi e gioia;
a chi ha passato una serata negativa e porta a letto con sé ansie e preoccupazioni. 
Nonostante tutto, auguro a tutti la forza di concedersi ad un nuovo sonno, con la speranza e l'ottimismo di affrontare una nuova giornata. Auguro a tutti di cogliere la giornata che arriverà come una nuova opportunità. Auguro a tutti di VIVERE ogni giorno. Buonanotte! 

venerdì 2 ottobre 2015

Vecchiaia o vissuto?

Rughe... perché avete tanta paura delle rughe? Perché le vedete come difetti e non come segni di una vita vissuta?
Vedo, spesso, nel volto ritoccato tanta insicurezza. Ma voi, voi avete mai osservato il volto pieno di segni di un uomo che racconta, fiero, la sua vita? Quell'uomo non ha vergogna né timore di sbagliare ancora. Quell'uomo, quelle rughe, le ha meritate tutte!
Infine, vorrei dedicare il mio augurio a tutti i nonni del mondo;
A tutti coloro che non hanno potuto conoscere i propri nipoti, ma conosciuti dai nipoti, vivendoli tra una foto o una lettera;
A tutti coloro che hanno conosciuto i propri nipoti, ingiustamente per pochi giorni, mesi o anni. Qualcosa di giusto però c'è: il ricordo di quei momenti, seppur brevi, insieme, per sempre nei cuori dei nipoti;
A tutti coloro che sono stati presenti, per gran parte, nella vita dei nipoti, tra un mix d'amore e severità, diventando il loro pane quotidiano. 
La differenza tra i nonni e le altre persone? 
Quest'ultime puoi viverle ogni giorno, ma non trasmetteranno mai ciò che trasmettono i nonni in un solo, intenso, minuto.

giovedì 1 ottobre 2015

Il mio quasi bipolarismo

Oggi voglio affrontare il tema del bipolarismo. Non tutti conoscono il significato di questo disturbo, quindi vi accennerò di cosa si tratta e vi spiegherò il motivo del mio interesse riguardo questo argomento. 
Tutto iniziò per pura casualità. Spesso, persone a contatto con la mia strana personalità mi chiedevano scherzosamente: "Ma soffri di disturbi bipolari?!". Adesso, ho determinate informazioni a riguardo che mi permettono di rispondere a questa simpaticissima-come no!-domanda. Non posso che ringraziare tutte quelle persone che si facevano dei complessi sulla mia personalità e i miei modi di pensare: Grazie cari, mi avete permesso di arricchire il mio sapere! 
Cominciamo con un po' di storia sul bipolarismo, per arrivare al dunque.
L'origine del disturbo bipolare risale al 31 Gennaio del 1854; il mitico psichiatra che affrontò e studiò questo disturbo fu Emil Kraepelin. Il disturbo bipolare è caratterizzato da un alternarsi tra stati emotivi diversi. "Tutto qui?"-"Io ho a che fare con mia nonna che ogni giorno presenta questa sindrome!"- vi chiederete voi, e invece no! Il bipolarismo, cari miei, porta disturbi legati a molti aspetti della vita quotidiana. Scopriamo insieme questi disturbi e cosa colpiscono! 

  1. Equilibrio timico:-e grazie! spiegaci cos'è- vi spiego subito cos'è! Avete presente quando siete felici? Bene, immaginate di toccare l'apice della vostra felicità e improvvisamente sentirvi frullare per la testa milioni di pensieri negativi e far svanire in un attimo la felicità che provavate. Infine possiamo dire che l'equilibrio timico riguarda l'umore. Il bipolarismo distrugge questo equilibrio.
  2. Processi ideativi:-fammi pensare... quando viene un'idea?!- ecco, si! Ci siamo quasi, ma come la mettiamo se, piuttosto che da una idea, l'individuo con questo disturbo è sopraffatto da milioni di idee e pensieri e non riesce a selezionarne una?
     3.  Motrocità e iniziativa comportamentale: non      preoccupatevi della complessità di questi vocaboli,  comprenderli sarà più facile rispetto alla pronuncia. Come  si deduce dal nome, quest'ultimo campo riguarda il    comportamento. Spesso, in un individuo affetto da questo  disturbo, risulta difficile individuare un comportamento, a  causa delle difficoltà riscontrate nei pensieri e nell'umore  (argomenti affrontati nei punti 1 e 2). 

  • Cosa fare con soggetti affetti da questo disturbo?

- Innanzitutto sarà fondamentale non generalizzare: nessun individuo è uguale all'altro. 
- Non prendere questo disturbo come qualcosa di catastrofico e impossibile da affrontare: basta ascoltare di più e soprattutto scoprire la vera personalità di una persona, nascosta dai vari pensieri e umori. 
Tutti noi abbiamo voglia di vivere e esprimere il nostro pensiero, c'è solo chi si adatta meglio e chi riscontra delle difficoltà.